Dipendenza da sostanze

dipendenza da sostanze

La dipendenza da sostanze è “una malattia ad andamento cronico e recidivante che spinge l’individuo, in maniera coatta, ad assumere sostanze a dosi crescenti o costanti per avere effetti benefici soggettivi, la cui persistenza è indissolubilmente legata alla continua assunzione della sostanza” (OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità)

Milioni di persone nel mondo vivono  una dipendenza da sostanze, e quella dalla nicotina è la più frequente. Seguono quella dall’alcol, (vedi Alcolismo), dalla marijuana, (vedi  gli adolescenti e le canne), cocaina, eroina, antidolorifici e droghe come le meta-amfetamine.

Diagnosi della dipendenza da sostanze

Il disturbo da uso di sostanze determina disagio o compromissione clinicamente significativi, come evidenziato dal riscontro di due (o più) degli undici sintomi, che devono manifestarsi nel corso di un periodo di dodici mesi.

  1. La valutazione del sintomo si basa sulla quantità di sostanza assunta e del periodo di tempo durante il quale la sostanza è stata assunta;
  2. desiderio persistente o sforzi infruttuosi di ridurne o controllarne l’uso;
  3. l’individuo impiega gran parte del tempo in attività necessarie a procurarsi la sostanza, a usarla o a recuperare dai suoi effetti;
  4. craving, desiderio incontrollabile verso alcune sostanze o esperienze appetibili;
  5. compromissione sociale il riscontro di eventi ricorrenti che sono associati a scarso rendimento e che impediscono il soddisfacimento dei principali compiti sul lavoro, a scuola, a casa;
  6.  il comportamento manifestato genera persistenti o ricorrenti problemi sociali o interpersonali, causati o esacerbati dagli effetti della sostanza;
  7.  necessità di assumere la sostanza tale che l’individuo vuole usarla anche se ciò interferisce con importanti attività sociali, lavorative o ricreative;
  8. uso della sostanza in situazioni di pericolo per sé o per gli altri come, per esempio, farne uso quando è fisicamente pericoloso;
  9.  attuare l’uso continuato nonostante la consapevolezza di un problema persistente o ricorrente, fisico o psicologico, che è stato probabilmente causato o esacerbato dalla sostanza;
  10. Tolleranza, necessità di maggiori quantità di sostanza e al fatto che l’effetto diminuisce, anche quando viene assunta la stessa dose e viene attuato lo stesso pattern;
  11.  Astinenza.

Interpretazione psicodinamica

L’interpretazione principale  è quella secondo cui l’utilizzo della sostanza nasce da conflitti irrisolti e da esperienze traumatiche, da cui derivano stati affettivi disforici intollerabili. I soggetti si difendono da questi stati con l’utilizzo della sostanza e con il comportamento di dipendenza da essa.
La dipendenza da sostanze rappresenta perciò una forma di autoterapia per la disforia o l’umore depresso. Alla base di tutte le dipendenze esisterebbero, quindi, processi bio-psicosociali patologici.

Poichè una dipendenza ha una funzione difensiva ed attenua la sofferenza, è molto difficile interromperla. Ma poiché questo sollievo è solo temporaneo la persona ha bisogno di tornare ad usare la sostanza. Questo meccanismo riflette la natura cronica, compulsiva, delle attitudini e dei disturbi da dipendenza.dipendenza da sostanze

 

Dipendenza da sostanze e Disturbi di personalità

I disturbi correlati alla dipendenza da sostanze influiscono su tutte le aree della persona che ne soffre, la regolazione emotiva, il vivere relazioni soddisfacenti e il mantenere l’autostima.
I disturbi da dipendenza da sostanze si verificano in circa il 50% dei soggetti affetti da condizioni psichiatriche. La comorbilità tra i disturbi correlati alla dipendenza da sostanze e i disturbi di personalità varia ampiamente, a seconda della sostanza considerata, con frequenze che vanno dal 10 al 100%.
La correlazione più elevata è tra l’eccessivo consumo di sostanze di abuso e la personalità psicopatica, quelle caratterizzate da disregolazione emotiva e quella narcisistiche (disturbo narcisistico di personalità)

L’impulsività e la tendenza a ricercare continuamente nuovi stimoli possono agire anche come mediatori tra la personalità e l’abuso di sostanze.

In generale, la presenza di un disturbo di personalità aumenta la gravità della dipendenza e rende più difficile il rapporto terapeutica.
La prevalenza della comorbilità con disturbi di personalità sembra essere più elevata nei pazienti che fanno uso di più sostanze, tipologia di pazienti che sta aumentando negli anni.

La “scelta” del tipo di sostanze

Gli effetti delle droghe e dell’alcol sono specifici e temporanei. Le emozioni principali di cui il paziente fa esperienza determineranno il tipo di sostanza preferita.

Gli oppiacei aiutano a sentirsi “calmi”, “addolciti” o “normali ”. Gli stimolanti contrastano la bassa energia, il sentirsi deboli e non amati. Queste sostanze possono anche essere utilizzate da soggetti con alti livelli di energia per arrivare a uno stato di adattamento preferito, quello ipomane, oppure per combattere la depressione.

I sedativi (per esempio, l’alcol, le benzodiazepine, i barbiturici), a basse dosi, possono aiutare a superare sentimenti d’isolamento e favorire una sensazione di vicinanza e calore. A dosi più elevate queste sostanze fanno emergere sentimenti negativi e portano all’isolamento sociale.

Gli individui inclini alla dipendenza da sostanze possono provare, dal lato emotivo:
— Sentimenti di noia e depressione, di autosvalutazione, alternati a sentimenti di richiesta continua di vicinanza.
— Sentimenti intensi di rabbia o irritazione, che possono essere associati ad agitazione o alla sensazione di andare in pezzi. I soggetti con una dipendenza da oppiacei, dicono che la droga li calma, o funziona come un contenitore dei loro sentimenti, o che li fa sentire normali.
— L’utilizzo cronico di sostanze porta alla dipendenza fisica e al bisogno di non essere privati della sostanza. I pazienti riferiscono di sentirsi in maniera orribile se non  hanno la loro sostanza preferita. Possono vivere attacchi di panico se non sono in grado di procurarsela.
— A mano a mano che si sviluppa la dipendenza fisica, molti dei sentimenti che sono sopiti dalla sostanza diventano ancora più intensi e intollerabili quando questa viene interrotta in maniera brusca.

Il pensiero

Sul piano cognitivo, i  meccanismi di difesa che sostengono la dipendenza sono la razionalizzazione e la negazione.

La persona nega i pericoli collegati alla dipendenza e la dipendenza stessa. Ad esempio affermando di poter smettere qualsiasi momento o di non avere alcuna paura quando usa la sostanza.

La cura

L’approccio alle dipendenze deve essere multidisciplinare. Deve comprendere un supporto farmacologico, disintossicazione, terapia psicologica.

La psicoterapia può essere individuale, familiare, di gruppo.

In alcuni casi è necessario l’inserimento in comunità terapeutiche.

Il SSN ha istituito i Ser.D, i servizi pubblici per le dipendenze patologiche, che si occupano di prevenzione, cura, prevenzione patologie correlate, riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo.

 

 

 

 

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