Adolescenti omosessuali


adolescenti omosessuali

L’adolescenza è una fase della vita in cui si verificano grandi cambiamenti: cambiano la voce, l’aspetto fisico, gli organi sessuali, la carica ormonale. L’adolescente comincia a scoprire la sessualità, a provare emozioni nuove, e tutto ciò lo induce a porsi molte domande su di sé, fra cui quella relativa al proprio orientamento sessuale. Gli adolescenti omosessuali possono provare un  notevole disagio nei confronti del loro orientamento.

I problemi degli adolescenti omosessuali

Il disagio è tanto più forte quanto più la persona vive in un contesto che considera negativamente l’omosessualità, non ne parla e non ci sono modelli positivi con cui identificarsi. In questo caso il riconoscimento può essere differito ad un’età più adulta. L’adolescente può essere già certo del proprio  orientamento, alcuni segnali possono essere infatti stati percepiti già in precedenza, anche in età prescolare.

 Sentirsi omosessuali significa: 

scoprirsi diversi, soprattutto dai coetanei,

non desiderati dai familiari, dagli insegnanti,

non riconoscersi nelle immagini sociali veicolate dal linguaggio, dalle barzellette, e rappresentate dai mass media.  

avere un problema aggiuntivo rispetto alla sua crescita, costruirsi un’immagine positiva di sé e ciò comporta il confronto con le immagini negative dell’omosessualità, (vedi omofobia interiorizzata), con le reazioni che gli altri possono avere, disprezzo, disgusto, aggressività, pietà, e che sul piano comportamentale possono andare dalla ridicolizzazione alla discriminazione alla violenza fisica, come nel  bullismo omofobico

 Molto importanti sono però  la personalità del ragazzo e la presenza di figure adulte che lo sostengano.

 L’omosessualità è vissuta  come inaccettabile

Il ragazzo può mettere in atto strategie di fronteggiamento:

  • reprimendo il proprio orientamento sessuale:
  •  cercando di avere relazioni con persone eterosessuali,
  •  sposandosi
  •  cercando di cambiare il suo orientamento rivolgendosi ad un terapeuta o a un religioso.
  •  utilizzando strategie cognitive che negano la possibile omosessualità, ad esempio dicendosi che ama guardare gli uomini per un piacere puramente estetico.
  • uno studente può diventare bravissimo nello studio per sentirsi meritevole della considerazione dei genitori.

 Il problema dunque è costruirsi un sé amabile e di valore, nonostante lo stigma sociale.

 Gli adolescenti omosessuali e la paura del rifiuto

può invece indurre alcuni ragazzi ad isolarsi dalla vita sociale, riducendo le informazioni personali che forniscono agli altri, e rischiando di costruirsi un falso sé, e compromettendo così il loro benessere.

 La mancanza di contatti o informazioni può far sì che i ragazzi si costruiscano un’identità omosessuale in solitudine, finendo con l’aderire agli stereotipi sulla non conformità al ruolo di genere, come ad esempio facendo gli eccentrici o gli esotici pur di sopravvivere in qualche modo.

 Un adolescente che riesca invece a integrare il proprio orientamento omosessuale cercherà nuovi contatti sociali per avere maggiori informazioni sull’omosessualità, adulti in grado di supportarlo, mezzi di socializzazione per incontrare amici e partner. E’ molto importante, in tal senso, che gli adulti di riferimento, inclusi quelli che lavorano nella scuola, sostengano i ragazzi che vogliono stabilire contatti con coetanei o adulti omosessuali, in modo da incrementare la loro autostima.

Bibliografia

Graglia M. “Psicoterapia e omosessualità” (2009)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*