Il manipolatore affettivo

Il manipolatore affettivo è un soggetto affetto dal Disturbo Narcisistico di Personalità  nella sua forma più grave, disturbo  caratterizzato da:

  • un senso grandioso del sé
  • un senso esagerato della propria importanza.
  • il soggetto è occupato da fantasie di successo illimitato, di potere, bellezza, o di amore ideale,
  • crede di essere speciale, unico, si aspetta un’ammirazione eccessiva,
  • manca di empatia, spesso soffre di invidia e mette poco impegno nei rapporti, pur aspettandosi che gli altri lo facciano.

Ma nel narcisista maligno (o manipolatore perverso) ha delle caratteristiche ancora più patologiche, perché alle suddette caratteristiche si aggiungono

  • una forte aggressività
  •  tratti antisociali
  • un senso di onnipotenza che porta il soggetto a pensare di non avere limiti, di poter fare ciò che vuole ignorando le regole
  • il fare soffrire gli altri come modo per sentirsi ancora più grandioso.
  • la manipolazione affettiva gli serve per ottenere dagli altri ciò gli serve, per soddisfare i propri desideri.

LE DIECI MASCHERE

Cinzia Mammoliti in “Il manipolatore affettivo e le sue maschere” ha definito 10 maschere che il manipolatore utilizza per raggiungere i suoi scopi.

Il bugiardo patologico

Le bugie costituiscono l’arma principale dei manipolatori, che attirano le vittime presentandosi come non sono realmente, e rivelandosi a poco a poco, anche dopo anni. La vittima rimane quindi sconcertata e smarrita, non comprendendo con chi è stata in relazione fino a quel momento, e inizia a chiedersi come abbia potuto non capire.

Raccontano poco della loro vita ma lamentano la presenza di una persona problematica nella propria famiglia, atteggiandosi  a vittime per farsi commiserare, sono ritardatari, saltano gli appuntamenti e spariscono per lunghi periodi, possiedono più di un cellulare, che è spesso spento. Hanno una seconda vita da cui la vittima è ignara.

La finta vittima

Sempre, nel loro fingere, c’è un momento in cui i manipolatori si trasformano in vittime di qualcuno o qualcosa. Piangendo e lamentandosi,  instaura un rapporto di dipendenza, legando a sé il partner che si sente di dover offrire fedeltà  e dedizione in quantità .

Le finte vittima sono pessimiste e negative, parlano moltissimo di sé e del proprio infelice passato, ma non danno valore ai problemi degli altri, non ascoltano, si lamentano di tutto, pretendono più di quanto danno, tendono a isolare il partner in una dimensione in cui sono protagonisti, si rivelano gelosi e possessivi.

Nel momento in cui le condizioni che gli sono indispensabili vengono meno, il manipolatore può trasformarsi in un terribile persecutore. Molte tipologie di stalker rientrano in questa descrizione

Il mentore

La figura del mentore, cioè colui che guida e consiglia, presenta due varianti: “il saccente presuntuoso”, che sa tutto e si indigna di fronte all’altrui incapacità , e il “finto umile”, che si presenta appunto come umile, salvo poi mostrare il suo vero volto. Entrambi, comunque, cercano una persona giovane, alle prime esperienze, desiderosa di imparare, che deve pendere dalle loro labbra e seguirne gli insegnamenti.

All’inizio la relazione può essere molto gratificante, tuttavia, se la vittima cerca di allontanarsi dal ruolo che le è stato assegnato, il manipolatore, che non può accettare che possa migliorare ed emanciparsi, diventa aggressivo e distruttivo, salvo poi tornare amabile appena la situazione si normalizza.

I mentori si mostrano molto sicuri e consapevoli , pontificano su qualsiasi argomento, non ascoltano, ostentano i loro titoli, la loro cultura e la propria ricchezza, ma anche una certa benevolenza verso gli altri, non sopportano di essere contraddetti.

Il buon padre di famiglia

Si presenta come vittima della precedente compagna, di cui parla in termini negativi. Parla molto dei suoi problemi con i figli, mostrando un grande amore per loro. Utilizza la casa della propria compagna ma è riluttante a farla entrare nella propria. Se gli si pongono domande sul futuro, diventa molto evasivo.

Il parassita

Cerca donne benestanti, utilizza spesso i social network  per conoscere i punti deboli della preda che hanno puntato. Nella fase iniziale del rapporto è pieno di attenzioni, devoto, prodigo e tende a instaurare un rapporto di dipendenza della partner sul piano sessuale. Si lamenta spesso delle sue difficoltà  economiche per indurre la vittima sostenerlo economicamente.

Il cybervampiro

In genere è lui a contattare per primo la vittima su un social network o una chat, iniziando a riempirla di attenzioni, lusinghe, e apprezzamenti che ne aumentano l’autostima. Fanno credere di avere una situazione personale e familiare solida, per rassicurarla sul fatto che non la stanno corteggiando, ma instaurano un rapporto di dipendenza attraverso una costante presenza virtuale e telefonica. Evitano qualsiasi incontro dal vivo e, se costretti, ne limitano al massimo la durata. Quando li si incontra la prima volta, sono in genere deludenti perchè al di sotto delle aspettative che hanno creato.

L’uomo del mistero

Esteticamente molto curato, sfoggia griffe e status symbol. Tende al controllo esclusivo del rapporto pretendendo una disponibilità  che non sente il dovere di ricambiare. Finge di avere un profondo senso etico e i suoi discorsi sono coerenti, ma le sue azioni contrastano con quanto dichiara. Racconta di azioni e “missioni” compiute, ma se gli si chiede qualche informazione in più, diventa evasivo. Spesso soffre di manie di persecuzione, lamentandosi  di essere spiato o in pericolo e non si fida di nessuno, neanche della vittima.

Il dipendente

Si presenta come un “fricchettone”, nell’abbigliamento e nel modo di fare, ed esercita professioni di tipo artistico, dice di essere in perenne conflitto con la famiglia di origine. Malinconico e solitario, sa mostrarsi gentile e molto sensibile, almeno all’inizio, ma alterna momenti di dolcezza ad altri di aggressività verbale e fisica. Spesso sparisce ma, quando ricompare, sa essere molto rassicurante.

L’altruista

Si presenta disponibile e interessato alla persona con cui si relaziona. Spesso benestante, finge di non dare valore alle differenze sociali, invita continuamente da qualche parte offrendo lui e mette a disposizione se stesso e i propri beni. Ma non sopporta dinieghi e costringe psicologicamente la vittima ad accettare ogni sua richiesta, cercando di farle rinnegare i principi su basa la sua esistenza. Se contraddetto diventa capriccioso e aggressivo.

Il salvatore

Ha delle caratteristiche che evocano nella vittima una figura familiare, specie quella paterna. Si presentano sensibili, generosi, empatici. Hanno interiorizzato un senso del sé grandioso, che non sempre mostrano agli altri. Possono rimanere del tutto indifferenti alla sofferenza altrui, e molto violenti a livello psicologico e verbale, raramente fisico.

 

Le conseguenze per le vittime di un manipolatore sono tante, ed anche gravi, ma questo argomento sarà affrontato in un articolo successivo.

Bibliografia

C. Mammoliti  (2014) “Il manipolatore affettivo e le sue maschere”

O. Kernberg (1976) “Narcisismo ed analisi del sé”

 

La dottoressa Paola Grasso riceve a Roma Nord, in Via Monte Senario 43

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