Il disturbo ossessivo-compulsivo

Risultati immagini per disturbo ossessivo compulsivoIl disturbo ossessivo- compulsivo è caratterizzato dalla presenza di pensieri, immagini, parole, impulsi che si presentano in modo ripetitivo e ineliminabile, delle quali la persona riconosce l’irrazionalità e da cui tenta di difendersi attraverso meccanismi di difesa.
La persona riconosce come propri tali contenuti, e ciò le provoca una forte angoscia.

Il disturbo ossessivo-compulsivo: criteri diagnostici

Il disturbo ossessivo-compulsivo nel DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) non è più classificato fra i disturbi d’ansia. Tuttavia l’ansia è un elemento centrale del disturbo.

Il DSM-5 prevede quattro criteri specifici (da A a D) che devono essere soddisfatti.
Il criterio principale (A) riguarda la presenza di ossessioni e/o compulsioni.
Le ossessioni sono costituite da pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti. I pensieri intrusivi e indesiderati, non meno degli impulsi e delle immagini, possono generare sofferenza e ansia.
Le compulsioni sono atti mentali o comportamenti ripetitivi, stereotipati, ritualistici volti a prevenire e/o ridurre il disagio e l’ansia associati ai pensieri ossessivi, agli impulsi o alle immagini. Sono quindi la diretta conseguenza delle ossessioni.
Criterio B le ossessioni e le compulsioni occupano una parte significativa del tempo, per es., più di un’ora al giorno, o provocano un disagio significativo o problemi in ambito lavorativo, sociale o altro contesto;

Criterio c. I sintomi non sono attribuibili agli effetti di droga, farmaci, o a una qualche condizione medica.
D. le manifestazioni non devono soddisfare i criteri per un altro disturbo mentale.

Forme di ossessioni compulsioni

Ossessione da contaminazione

Chi soffre di questo disturbo è continuamente preoccupato che lui o i suoi familiari possano entrare in contatto con oggetti sporchi e/o che possono portare malattie. Le sostanze temute possono essere la sporcizia vera e propria, ma anche sostanze diverse come le sostanze chimiche, i saponi, tutte le secrezioni corporee. Deve quindi evitare oggetti o luoghi non puliti, ma anche le mani delle persone e, in generale tutto ciò che può essere contaminante. Se ciò avviene, è costretto, per tranquillizzarsi, a una serie di rituali consistenti in lavaggi, pulizia, disinfezione, molto dettagliati, che possono durare qualche minuto o occupare molto tempo.

Ossessione da controllo

Questo tipo di ossessione riguarda il timore continuo che possa avvenire qualcosa di grave, disgrazie o incidenti, oppure di aver fatto o di poter fare del male a qualcuno. La persona deve quindi effettuare controlli non necessari e prolungati che possono impedire che tali disgrazie avvengano, oppure per verificare che non abbia fatto del male a qualcuno e che possa non ricordarlo. Devono quindi controllare se hanno chiuso il rubinetto del gas, le porte, le finestre, le portiere o le luci della macchina, e così via. Hanno inoltre bisogno di controllare di non avere danneggiato qualcosa o qualcuno, investito involontariamente qualcuno con la macchina, di non avere tracce di sangue addosso.

Ossessione da superstizione

Si tratta di una forma di pensiero superstizioso all’estremo. La persona pensa che l’esito degli eventi sia determinato dal compiere o non compiere certi gesti, pronunciare o non pronunciare determinate parole, vedere alcune cose particolari come carri funebri, cimiteri, manifesti mortuari, colori, numeri, suoni. La persona può anche pensare che pensare a eventi negativi mentre compie determinate azioni possa far sì che questi si realizzino. Deve quindi ripetere l’azione pensando a qualcosa di positivo o usando qualche rituale che annulli l’effetto negativo.

Ossessione da ordine e simmetria

in questo disturbo il bisogno di ordine e simmetria è assoluto. Gli oggetti devono essere allineati, ordinati. Chi ne soffre non tollera assolutamente che gli oggetti siano posti in modo anche minimamente disordinato o asimmetrico, perché ciò gli procura una sgradevole sensazione di mancanza di armonia e di logicità. Libri, fogli, penne, asciugamani, videocassette, cd, abiti nell’armadio, piatti, pentole, tazzine, devono risultare perfettamente allineati, simmetrici e ordinati secondo una sequenza logica (es. dimensione, colore, ecc.). Quando ciò non avviene queste persone passano ore del loro tempo a riordinare ed allineare questi oggetti, fino a sentirsi completamente tranquilli e soddisfatti. Le ossessioni di ordine e simmetria possono riguardare anche il proprio corpo. Muscoli, pettinatura, colletto e polsini, orologio sul polso, portafoglio in tasca, devono risultare ancora una volta “perfetti” e simmetrici. Pena ripetuti rituali di messa in ordine o di controllo allo specchio.

Fattori di rischio del disturbo ossessivo compulsivo

Fattori genetici
I genitori o i familiari con OCD rappresentano un fattore di rischio elevato per quanto riguarda lo sviluppo del disturbo ossessivo-compulsivo.

Le infezioni emolitiche da streptococchi

Eventi stressanti
Sono rappresentati da importanti transizioni nel corso della vita e anche da fatti particolari:

un lutto, nel corso dei quali un individuo può sviluppare pensieri intrusivi ai quali reagisce ponendo in essere rituali volti ad alleviare quel disagio emotivo che, peraltro, è piuttosto caratteristico del disturbo ossessivo-compulsivo.
la gravidanza (transizione alla vita adulta)
il confronto con una morte improvvisa, in particolare se tale evento è risultato particolarmente doloroso e traumatico.
lo stress generale può provocare  un incremento dei pensieri intrusivi in risposta a stimoli stressanti e avversi.

Il Disturbo ossessivo – compulsivo e i disturbi correlati

Disturbo di dismorfismo corporeo

La diagnosi  prevede che siano soddisfatti quattro criteri specifici (da A a D).

Criterio A. Le persone con questo disturbo mostrano una preoccupazione per uno o più difetti o imperfezioni percepiti nell’aspetto fisico, che non sono osservabili o appaiono agli altri in modo lieve.

Il Criterio B indica che, a un certo punto, questi difetti o imperfezioni percepiti, che sono poco visibili agli altri, divengono il centro dell’attenzione dell’individuo. Tali preoccupazioni si traducono in comportamenti ripetitivi come, per esempio, guardarsi allo specchio o cercare rassicurazioni. La causa di questa stessa preoccupazione non è facilmente visibile o rilevante per gli altri. In ragione delle sue stesse preoccupazioni, l’individuo può perseverare nell’attuazione di comportamenti ripetitivi. Può anche manifestare azioni mentali come, per esempio, confrontare se stesso con gli altri.

Il Criterio C indica che questa preoccupazione deve risultare talmente eccessiva che l’individuo esperisce disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

Infine, il Criterio D indica che l’individuo manifesta preoccupazioni che non soddisfano i criteri diagnostici per un disturbo alimentare.

Disturbo da accumulo

La diagnosi di disturbo da accumulo (HD) prevede che siano soddisfatti sei criteri specifici (da A a F).
Il Criterio A indica che gli individui con HD manifestano la persistente difficoltà di gettare o separarsi dai propri beni, anche quelli che gli altri potrebbero considerare privi di valore. I beni accumulati possono differenziarsi per quanto riguarda il valore economico, il valore emotivo, o essere privi di qualsivoglia valore.

Il Criterio B indica che il problema principale è l’estrema volontà di salvare questi oggetti alfine di evitare il disagio associato alla perdita.

Il Criterio C indica che l’accumulo di beni ha conseguenze negative per quanto riguarda la qualità dell’ambiente di vita dell’individuo, per esempio, riducendo lo spazio vitale a disposizione e, in casi estremi, causa direttamente pericoli per la salute.

Il disagio clinicamente significativo, che deriva dall’impatto dei fenomeni d’accumulo, ha conseguenze per quanto riguarda il funzionamento in ambito sociale e lavorativo (Criterio D).

I criteri E e F indicano che le manifestazioni sintomatiche non sono attribuibili a un altro disturbo mentale o a condizione medica.

Tricotillomania

La diagnosi di tricotillomania (disturbo da strappamento di peli) prevede il soddisfacimento di cinque criteri specifici (che vanno da A a E).

Il Criterio A richiede l’osservazione del ricorrente strappamento di capelli o peli, associata alla conseguente perdita degli stessi.

Il Criterio B fa riferimento al fatto che l’individuo abbia attuato ripetuti tentativi, seppur senza successo, volti a ridurre o interrompere lo strappamento di capelli o peli, senza riuscire a controllare l’impulso.

Lo strappamento di capelli o peli crea un disagio clinicamente significativo o una compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti (Criterio C).

Gli ultimi due criteri, il Criterio D e il Criterio E, indicano che lo strappamento dei capelli o dei peli non è meglio spiegato da un’altra condizione medica o da un altro disturbo mentale. La persona può riportare una condizione medica che si manifesta con pruriti di pertinenza dermatologica o una patologia associata a una sostanza, come metamfetamina, che può causare lo stuzzicamento della pelle. Questi tipi di disturbi medici, tanto quanto quelli associati a sostanze, possono determinare perdita dei capelli e complicare il quadro sintomatologico.

Disturbo da escoriazione

La diagnosi di disturbo da escoriazione (stuzzicamento della pelle) prevede il soddisfacimento di cinque criteri specifici (che vanno da A a E).

Il Criterio A prevede il riscontro del ricorrente stuzzicamento della pelle che causi lesioni cutanee e/o infezioni.

Il Criterio B fa riferimento al fatto che l’individuo ha attuato tentativi per evitare o diminuire l’escoriazione della pelle.

Il disturbo determina un disagio significativo e compromette il funzionamento dell’individuo in ambito sociale, professionale o in altre aree importanti (Criterio C).

Analogamente alla diagnosi di tricotillomania, i criteri D e E richiedono che il disturbo non sia meglio spiegato dagli effetti fisiologici di una sostanza o da un altro disturbo mentale.

Spiegazione psicodinamica del disturbo ossessivo-compulsivo

L’ossessione nasce, come tutti i sintomi nevrotici, quando un desiderio inconscio viene considerato inaccettabile dall’Io. Il conflitto viene risolto tramite l’utilizzo di meccanismi di difesa, in particolare la formazione reattiva e la razionalizzazione, che trasformano, mascherandolo, il desiderio inaccettabile. La persona diviene quindi cosciente dei suoi desideri, vivendoli però sotto forma di paure, che vanno tenute costantemente sotto controllo, da cui la rimuginazione e i rituali.
Non a caso, le ossessioni riguardano sempre i due grandi temi: la sessualità e l’aggressività

Trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo

La terapia psicodinamica è la più consigliabile per il disturbo ossessivo-compulsivo, in quanto consente di affrontare il disturbo alla radici.

Buoni risultati si possono ottenere anche con altre terapie, come quelle di orientamento cognitivista.

In alcuni casi può essere necessario un sostegno farmacologico.

Bibliografia
American Psychiatric Association, (2014) DSM-V Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Raffaello Cortina, Milano

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