Ansia da Covid. Consigli su come affrontarla

ansia da covid

Ansia da Covid, un problema psicologico o una fisiologica paura? Provare paura è normale, anzi è necessario per la nostra esistenza, perché spinge ad adottare quei comportamenti che ci consentono di tutelare la nostra salute. Ma se la paura è sproporzionata rispetto all’effettivo pericolo ed è fonte di profondo disagio, allora si tratta di ansia. E l’ansia non aiuta ad affrontare la vita e i relativi problemi, specie se si ha già una certa tendenza all’ipocondria. Ecco allora qualche consiglio pratico su come gestire meglio il difficile momento che stiamo vivendo.

Consigli per affrontare l’ansia da covid

Non informarsi troppo

L’informazione è fondamentale in questo periodo, ma non deve invadere i nostri pensieri e la giornata. Giornali, telegiornali, programmi televisivi, dedicano giustamente moltissimo spazio all’argomento Covid, ma sta a noi decidere fino a che punto è utile e ci fa bene farci sommergere dalle notizie. Con il risultato di far salire l’ansia da covid. Meglio scegliere un momento definito, ad esempio la sera, per ascoltare o leggere le notizie. Oppure scegliere un unico e attendibile sito web.

Attenzione anche ai social, traboccanti di informazioni, tra l’altro spesso poco attendibili. Meglio leggere o condividere temi diversi, magari con contenuti positivi.

Condividere le proprie emozioni

Parlare con gli altri di ciò che sentiamo o ci preoccupa aiuta a contenere l’ansia. Ma attenzione a scegliere con cura l’interlocutore, deve essere una persona che ci aiuti a stare meglio, non qualcuno che amplifichi la nostra paura. E comunque è bene non dare uno spazio eccessivo ai discorsi con tema Covid, ma cercare di parlare anche di argomenti diversi e positivi.

Organizzare la propria giornata

Prima di tutto occorre seguire alcune regole, come mantenere il ritmo sonno-veglia, preparare dei pasti adeguati, tenere pulito e in ordine lo spazio in cui si vive.

Occuparsi di sé è fondamentale. Si può iniziare un’attività nuova, che magari la mancanza di tempo rendeva difficile, come un corso online di una lingua che si desidera imparare o di un’attività fisica che si può praticare in casa. Oppure riprendere attività abbandonate, ascoltare la musica.

In casa si può fare qualche lavoro di manutenzione o abbellimento, come ridipingere una parete o studiare dei cambiamenti da apportare ad una stanza.

Attenzione allo smart working

Chi lavora fuori casa mantiene, nell’insieme, dei ritmi giornalieri normali. Diversa è invece la condizione di chi lavora in smart  working. Uno dei rischi che corre è quello di lasciarsi andare, di perdere il ritmo abituale. Anche per lui è importante imporsi di rispettare alcune regole: evitare di alzarsi tardi, vestirsi, stare un po’ di tempo all’aperto, prima o dopo il lavoro, programmare delle pause. Importante è pure cercare di fare attività fisica, in casa o, se possibile, all’aperto.

Attenzione anche a non strafare. Spesso lo smart working può portare a lavorare in modo eccessivo e senza limiti. Se a volte ciò è necessario perché richiesto dal datore di lavoro, a volte è la persona stessa che perde il controllo sul tempo dedicato al lavoro. Ciò può portare a stress e perdita di contatto con altri aspetti importanti della vita, e quindi ad un aumento dell’ansia.

Relazionarsi con gli altri

La condizione che viviamo in questo periodo comporta anche delle importanti modificazioni del rapporto con gli altri. Specie chi vive da solo può provare un penoso senso di solitudine e sentire la mancanza di quegli stimoli che provengono dall’incontro diretto e dallo scambio emotivo che lo accompagna.

E’ utile, dunque, cercare di creare piccole occasioni d’incontro (nel rispetto delle regole), ma anche utilizzare la connessione virtuale, come pure il telefono, specie se videochiamate.

Chi vive solo potrebbe valutare anche la possibilità di rientrare temporaneamente in famiglia.

Non spaventarsi se si prova ansia

In questo periodo una certa quantità di ansia può essere ritenuta normale. Ansia e covid purtroppo sono collegati. Quindi, a meno che non diventi qualcosa di opprimente o paralizzante, si può considerare una risposta fisiologica e compatibile con ciò che stiamo vivendo.

Se però ci accorgiamo che l’ansia ci sta invadendo o è troppo intensa, è utile chiedere aiuto ad uno psicologo.

 

Disturbo post traumatico da stress

Le persone che sono state contagiate, i loro familiari e il personale sanitario possono presentare dei sintomi specifici, riconducibili al Disturbo post traumatico da stress .

Nel disturbo post traumatico da stress la persona è stata esposta a un fattore di stress traumatico che coinvolge l’esperienza personale diretta, l’essere stato testimone, o venire a conoscenza di eventi e situazioni che coinvolgono morte reale o minaccia di morte, gravi lesioni, o minaccia alla propria integrità fisica.

Non si tratta di una semplice ansia da covid, ma di un disturbo importante, in cui l’ansia è legata ad un evento grave e reale, che deve essere trattato adeguatamente.

 

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