Ipocondria

IPOCONDRIA

L’ipocondria, o paura delle malattie, è caratterizzata dall’ansia di avere una malattia grave o mortale, in assenza di motivi razionali. Attualmente la pandemia di Covid sta portando ad un aggravamento di questo disturbo.

Il termine ipocondria significa sotto (hipo) le coste (chondria) e nasce dall’atteggiamento tipico del paziente che entra nello studio del medico con una mano appoggiata sul fianco, dove pensa sia localizzata una malattia temuta. Il Disturbo da ansia di malattia nel DSM 5 ha sostituito la diagnosi di ipocondria

Criteri diagnostici

Preoccupazione di avere o contrarre una grave malattia

I sintomi somatici sono assenti o di lieve intensità.

Se è presente un’altra condizione medica, o un rischio elevato di svilupparla, la preoccupazione è chiaramente eccessiva o sproporzionata.

E’ presente un elevato livello di ansia riguardante la salute e la persona si allarma facilmente riguardo….

La persona attua eccessivi comportamenti legati alla salute o presenta un evitamento disadattivo.

La preoccupazione per la salute è presente da almeno 6 mesi, ma la specifica patologia temuta può cambiare nel corso di tale periodo di tempo.

La preoccupazione riguardante la malattia non è meglio spiegata da un altro disturbo mentale.

Il DSM distingue fra due sottocategorie:

Tipo richiedente l’assistenza, assistenza richiesta frequentemente

Tipo evitante l’assistenza, in cui è richiesta raramente.

 

L’ipocondria e il corpo

Caratteristici di questo disturbo sono l’ideazione patologica di malattia ed il riferimento al corpo vissuto come non integro, nella certezza o nell’angoscioso timore della realtà di questa idea.
Nell’ipocondriaco il corpo è vissuto come non integro o danneggiato, soprattutto la parte interna, quella non visibile, che costituisce un mistero angoscioso.

Questa sintomatologia è totalmente psicologica pur essendo centrata sul corpo, il quadro ipocondriaco esprime infatti precise conflittualità sia intrapsichiche che interpersonali.

Tuttavia l’ipocondriaco non ne percepisce l’origine psichica e nega drasticamente l’origine conflittuale della sua ideazione di malattia.

Il corpo e la psiche non sono due entità separate, ma vanno considerati come due aspetti di un’unità che è l’uomo. L’ipocondriaco attua una scissione e una separazione soma/psiche in cui il corpo è vissuto come qualcosa di negativo, di pericoloso, che deve essere controllato continuamente, come qualcosa di estraneo.

 

Emergere dell’ipocondria

I sintomi possono iniziare a manifestarsi in seguito a situazioni conflittuali o traumatiche. Queste sono costituite da eventi che rendono consapevole il paziente dell’impossibilità di controllare e prevedere tutto. Un infortunio, una malattia (sia personale, sia più spesso di qualche persona significativa) scuotono questa apparente sistematicità e sicurezza del mondo dell’ipocondriaco. L’emergenza del caso, dell’imprevedibile, lo sconvolge ed egli comincia ad aver paura della malattia, trasformando una possibilità in certezza. In questi casi, l’episodio ha le caratteristiche dell’ipocondria, però il disturbo può essere più o meno transitorio, salvo magari ripresentarsi ad un nuovo avvenimento traumatico.

Spiegazione psicodinamica

Il rifiuto

La causa fondamentale è la situazione di abbandono o, in genere, di rifiuto che il bambino ha vissuto negli anni più importanti della sua formazione. Spesso, c’è una situazione di disinteresse o di abbandono reale da parte di persone importanti, in genere la madre. A volte ci può essere invece un abbandono involontario, a causa della scomparsa di questa per morte.

Questa situazione di carenza affettiva genera nel bambino un progressivo ripiegamento su se stesso, sul proprio corpo.
Il corpo diventa come una parte di sé scissa, con la quale il bambino, in mancanza di altri rapporti significativi, cerca di stabilire un rapporto.
Questa sorta di dissociazione spiega un tratto caratteristico dell’ipocondriaco che è quello della mancanza di unità tra psiche e soma ed il vivere il corpo come qualche cosa di distaccato.
Sono presenti impulsi ostili ed aggressivi. L’originario atteggiamento ostile nei confronti dell’oggetto è volto contro l’Io e l’ipocondria può servire come una soddisfazione del senso di colpa. L’ansia e soprattutto l’ostilità sono continuamente sviate dal mondo esterno e dirette contro il corpo del paziente, sono per così dire concretizzate in forma somatica.

Il rifiuto nascosto

Le parti del corpo possono stare simbolicamente al posto di persone verso le quali il paziente ha sempre avuto un rapporto di ostilità. Questo aspetto tende più facilmente a presentarsi laddove, anziché esserci stata una situazione carenziale sul piano affettivo, c’è stata una situazione apparentemente opposta. Si tratta di casi di bambini che invece sono stati ipercontrollati ed ai quali è stata richiesta, in genere, una situazione di prestazioni al di sopra delle loro reali capacità.

In questo caso il rifiuto emotivo ed affettivo da parte dei genitori, anziché essere chiaro, è stato veicolato da questa iperprotettività svolta nei riguardi di supposti bisogni somatici del bambino, al quale non è comunque sfuggito il significato profondo di rifiuto.  Questa situazione, da adulti, comporterà un equilibrio piuttosto instabile che si manifesterà sia con la tendenza al ripiegamento su se stessi, sia e soprattutto con una reale incapacità di rapporto con gli altri. L’ipocondriaco tenderà, così, ad evitare non questo o quel tipo di rapporto interpersonale, ma qualunque rapporto che possa minimamente coinvolgerlo emotivamente e personalmente. In questo senso, si può notare una falsa socialità dell’ipocondriaco.

La cura

Indicate la psicoterapia cognitivista e quella psicodinamica. La prima è in grado di intervenire sui pensieri legati alle malattie, la seconda sul senso e il significato del disturbo, favorendo una trasformazione dell’equilibrio psichico.

 

 

 

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