Gelosia normale e patologica

Quando si è coinvolti in una relazione amorosa, un sentimento di gelosia è sano e normale. Tuttavia, la gelosia  può crescere di intensità fino a diventare qualcosa di estremo e ossessivo. La gelosia “normale” contiene in sé l’embrione di quella “anormale”, cioè la paura folle di perdere la persona amata.

Il geloso è tormentato costantemente dal dubbio di essere tradito, spia il partner cercando conferme ai suoi  dubbi, riversa su di lui le sue angosce, credendo che sia la causa della sua sofferenza. Pur lanciando continuamente accuse alla persona amata, difficilmente la lascia, nella speranza che le cose cambino.

Per molti gelosi, la gelosia nasce in modo spontaneo, perché legata alla convinzione di non possedere le qualità che gli altri hanno “naturalmente”, che possono riguardare l’aspetto fisico, ma anche le capacità professionali  o il livello culturale.

La gelosia affonda le sue radici nelle angosce dei primi momenti di vita, quando si rompe la perfetta sintonia tra madre e figlio, cioè quando la dimensione perfetta fatta di cure materne, comincia a cambiare, diminuendo. Ciò lo fa precipitare nell’angoscia, ma lo porta anche a riconoscere le aspettative dell’altra persona, distinta da sé, e a rivolgere la sua attenzione verso il mondo.

Gradualmente il bambino si rende conto che la madre non è solo sua, che esistono altre figure per lei affettivamente significative, e che lui non è non è un essere unico e speciale. Questa consapevolezza viene rafforzata dal complesso edipico e dalla rivalità con fratelli e sorelle.

La gelosia secondo S. Freud

Secondo Freud la gelosia può assumere tre forme:

Normale o competitiva. È legata al dolore di aver perduto l’oggetto d’amore e alla ferita narcisistica. La persona prova ostilità nei confronti del rivale e si critica, attribuendo a se stesso la responsabilità della perdita amorosa. Non interferisce in modo grave sulla vita della persona.

Proiettiva. Caratterizza le persone che sentono la spinta al tradimento ma, ritenendolo un desiderio inaccettabile, lo rimuovono e proiettano sul partner. La paura del tradimento serve a tacitare i propri sensi di colpa.

Delirante, o delirio di gelosia. È la forma più grave e costituisce un vero disturbo psicopatologico,  caratterizzato dalla convinzione paranoica dell’infedeltà del partner. La convinzione è svincolata dalla realtà, senza fondamento,  e risulta immodificabile qualunque cosa faccia o dica il partner. Nasce anche questa dalla proiezione dei propri desideri di tradimento, ma questi sarebbero collegati ad un’omosessualità latente. Si tratterebbe, cioè, di una difesa nei confronti di un’omosessualità che preme per manifestarsi.

Gelosia normale e patologica

Si può considerare  normale una gelosia di cui la persona è consapevole e che riesce a contenere dentro di sé, senza creare disagio alla coppia. Deve essere inoltre una gelosia episodica e transitoria, e non invadere la giornata della persona, rimanendo limitata, secondo quanto emerso da alcuni studi, a meno di un’ora al giorno.

Se la relazione finisce, la persona, pur soffrendo, riesce a gradualmente a superare il dolore per la perdita subita, accettando che l’altro se ne vada e scelga un altro partner. La persona che riesce a vivere così una perdita, ha fiducia in sé, sente di poter essere amato e che potrà esserlo ancora. È caratteristico di chi ha vissuto le prime relazioni familiari, e quelle successive, con la sicurezza di essere amato e apprezzato.

La gelosia patologica nasce in assenza di riscontri oggettivi, è esclusivamente un’angoscia della persona, che interpreta ogni elemento della realtà alla luce delle propria paura. Può quindi convincersi che eventi, o comportamenti del partner,  siano la prova della sua infedeltà e, nei casi più gravi, può diventare un delirio vero e proprio, come descritto da Freud. In questo caso la persona presenta gravi disturbi della personalità e può diventare pericolosa per il partner,  per i familiari, o anche per se stessa.

Come affrontare la gelosia

Nel caso della gelosia normale, la persona può riuscire anche da sola, se è consapevole del problema, a contenerlo e a uscirne. Tuttavia, una psicoterapia può essere consigliabile, soprattutto nel caso di una gelosia proiettiva, eventualmente unita ad un sostegno farmacologico se sono presenti ansia o depressione. Nel caso della gelosia delirante è necessario comprendere a quale tipo di disturbo psichiatrico è collegata, sia per predisporre una terapia farmacologica adeguata, sia per valutare se il soggetto può essere pericoloso, nel qual caso è necessario creare un’adeguata protezione per il partner, che può essere in pericolo, specie se la coppia si è separata. La cronaca, purtroppo, riporta costantemente casi di omicidio, i tristemente noti  femminicidi, compiuti durante o dopo una separazione.

 

La dottoressa Paola Grasso riceve a Roma Nord, in Via Monte Senario 43

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