I disturbi d’ansia

 

L’ansia è uno stato emotivo caratterizzato principalmente dalla paura, dalla  quale tuttavia si differenzia, in quanto la paura  si manifesta in relazione a un qualche pericolo realmente esistente, ben definito, mentre nell’ansia il senso di allarme non ha un oggetto vero e proprio, oppure questo è percepito come pericoloso solo dal soggetto. Nelle fobie, ad esempio, il soggetto manifesta una paura rispetto a oggetti o situazioni che non costituiscono alcun pericolo oggettivo.

Tuttavia  l’oggetto dell’ansia in un certo senso esiste, solo che si tratta di qualcosa di indefinito  (N. Lalli, 2004), il che aumenta l’ansia della persona, o la induce a collegarlo a qualche idea o oggetto pessimistici. Paragonare l’ansia alla paura è giustificato, perché un elemento dell’ansia è la sua funzione anticipatoria. L’ansia, quindi , è normale se prepara ad un’azione complessa, se invece questa funzione è eccessiva o carica di funzioni pessimistiche, diventa paralizzante e quindi patologica.

I principali disturbi d’ansia sono: il disturbo d’ansia generalizzato, gli attacchi di panico, le fobie, il disturbo ossessivo-compulsivo.

Tali disturbi possono determinare sintomi somatici, a livello neuromuscolare, respiratorio, cardiovascolare, dermatologico, genito-urinario, gastro-intestinale.

Si tratta di un problema molto diffuso, in Italia è stato calcolato che circa 6 milioni di persone ne soffrono o ne hanno sofferto. Colpisce le donne in misura doppia rispetto agli uomini, ma anche i bambini e gli anziani.

Tutti i disturbi d’ansia possono essere trattati efficacemente tramite la psicoterapia e, se necessario, anche con il supporto di una terapia farmacologica. 

Esistono diversi tipi di psicoterapie in grado di curare i disturbi d’ansia, che derivano da modelli teorici diversi.

Secondo quello psicoanalitico l’ansia è un sintomo che si sviluppa quando esiste un conflitto fra desideri, spesso inconsapevoli, che vengono vissuti come inaccettabili e quindi pericolosi, e i meccanismi di difesa dell’Io. L’ansia è il segnale che di pericolo percepito dall’Io, i sintomi costituiscono la negazione del desiderio. Poiché il soggetto non è cosciente del conflitto, tende a trasferirlo fuori di sé, nel mondo esterno, su oggetti, situazioni, sul proprio corpo, su persone, ecc.

Va comunque tenuto presente che nella scelta del tipo di terapia, più che le caratteristiche del sintomo, vanno considerati la personalità del soggetto, i suoi meccanismi di difesa, la motivazione e capacità a impegnarsi nel lavoro terapeutico e di stabilire una relazione con il terapeuta.

Il DISTURBO D’ANSIA  GENERALIZZATO (DAG o GAD)

Chi ne soffre vive uno stato d’ansia continua, sproporzionata rispetto alle condizioni che la persona vive realmente, la quale ha estrema difficoltà a controllarla. Le preoccupazioni che assillano la sua mente possono riguardare molti aspetti della vita. Tuttavia l’ansia non si concentra su un oggetto o situazione specifiche, ma è presente in maniera costante, accentuandosi nei momenti più particolarmente significativi della vita.

La persona è consapevole che la sua ansia è sproporzionata alla situazione che la preoccupa, non riesce, tuttavia, a non preoccuparsi.

Ne soffrono più le donne che gli uomini, e riguarda circa il 3-5 % della popolazione. Spesso è sottovalutato e, in alcuni casi particolarmente gravi, può aumentare il rischio di suicidio.

Secondo il DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) perché si possa diagnosticare un DAG occorre che tali preoccupazioni siano presenti quasi tutti i giorni per almeno sei mesi e devono essere presenti almeno due diversi ambiti di preoccupazione

Il soggetto deve avere difficoltà a controllare l’ansia

Devono essere presenti almeno altri tre sintomi fra i quali irrequietezza, affaticabilità, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione muscolare, disturbi del sonno.

Inoltre i sintomi devono raggiungere un’intensità tale da creare un disagio significativo alla persona, rendendole difficile lo svolgimento delle normali attività quotidiane.

Per quanto riguarda i sintomi fisici, possono essere presenti emicrania, palpitazioni e vertigini.

Spesso, per evitare le situazioni o le emozioni che percepiscono come pericolose, le persone con questo disturbo finiscono col crearsi uno stile di vita inibito o, comunque, limitato, simile a chi soffre di fobie.

GLI ATTACCHI DI PANICO

La persona che soffre di attacchi di panico sperimenta dei momenti di terrore intensi, che arrivano all’improvviso, senza che ci siano segnali premonitori. L’intensità è tale che il soggetto può arrivare a pensare di stare per morire. Insorgono con estrema rapidità ma, in genere, la durata dell’attacco è breve, da pochi minuti a un’ora.

Tuttavia il ricordo che lasciano  è talmente penoso che il solo ricordo diventa di per sé un disturbo continuo, tanto che alcune persone che  hanno avuto, anche una sola volta, una crisi di questo tipo, continuano a temerla per anni.

I sintomi fisici  svolgono una parte importante nell’attacco di panico. I più significativi sono: tremori, oppressione al petto, sudorazione, difficoltà respiratorie, palpitazioni o tachicardia, importante aumento o diminuzione della pressione sanguigna.

L’attacco di panico, nonostante la sofferenza che provoca, non è in realtà pericoloso, tuttavia la presenza di sintomi fisici induce spesso a rivolgersi al Pronto soccorso.                                                                                                                      

Ma, soprattutto, l’aver vissuto un momento così terribile fa nascere nella persona il timore che questo si ripeta, timore che può diventare stabile, arrivando così a sviluppare un DAP, cioè un disturbo da attacco di panico, la cui caratteristica è il ripetersi degli  attacchi                                                                                                                                         

In questo caso la persona può cominciare a limitare la propria vita, può diventare difficile uscire, stare soli, guidare la macchina e, in generale, cercherà di evitare tutte le situazioni in cui può scatenarsi l’attacco di panico.

Per quanto riguarda il significato degli attacchi di panico, secondo l’approccio psicodinamico, la base è sempre l’ansia, legata alla presenza di un conflitto relativo a un impulso inaccettabile per la persona. Ma se i meccanismi di difesa più efficaci non funzionano, può scatenarsi l’attacco. L’inizio delle crisi si verifica,  in genere, durante o dopo situazioni psicologiche difficili, soprattutto perdite, il cui significato inconscio potrebbe essere correlato con l’esordio dell’attacco

Sebbene una cura farmacologica sia spesso necessaria, con ansiolitici o SSRI, la psicoterapia è però necessaria, per comprendere e risolvere i problemi che hanno determinato il disturbo.

LE FOBIE

La fobia è una paura molto intensa nei confronti di qualcosa che non è realmente pericoloso, o lo è in misura minima. La persona si rende conto che la paura non ha un senso dal punto di vista razionale, tuttavia non riesce a controllarla, né i tentativi di rassicurazione hanno alcun effetto su di lui. La fobia è diversa dalla paura, in quanto quest’ultima può sparire di fronte a spiegazioni rassicuranti o a una verifica diretta da parte della persona. La conseguenza è che la persona può solo mettere in atto tutte le strategie possibili per evitare l’oggetto/situazione temuti.

Le fobie si distinguono in: generalizzate, come l’agorafobia (la fobia degli spazi aperti) e la fobia sociale (paura di parlare in pubblico, agire e interagire con e di fronte gli altri), e specifiche.

Il DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali)  identifica 5 sottotipi di fobie specifiche:

Animali: come insetti, ragni, uccelli, cani, ecc.

Ambiente naturale: come la paura dell’altezza, dell’acqua, dei temporali

Sangue, infezioni, ferite: fobia del sangue, delle siringhe, ecc.

Situazionale: fobia di situazioni particolari, come ascensori, ponti, mezzi di trasporto, oppure luoghi chiusi (claustrofobia) o agorafobia.

Altro tipo: timore di condizioni che potrebbero portare a malattie, oppure percezione del proprio corpo come orribile e disgustoso

Per quanto riguarda il significato delle fobie, secondo l’approccio psicodinamico le fobie nascono dalla presenza di un conflitto interno e dalla tendenza del soggetto a spostare (meccanismo di difesa dello spostamento) la parte negativa del conflitto su un oggetto esterno. Su questo  si spostano la rabbia e l’ostilità, e ciò permette di utilizzare un altro meccanismo di difesa, l’evitamento.  Evitando l’oggetto o la situazione caricati di significati negativi, la persona può sentirsi, in un certo senso,  al sicuro.

Le fobie infantili sono invece da considerarsi fisiologiche, e compaiono nei primi mesi di vita, come la fobia dell’estraneo (8° mese) , la fobia del buio (20° mese), o di animali. Queste fobie hanno carattere transitorio e scompaiono spontaneamente.     

IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO

La caratteristica di questo disturbo ossessivo compulsivo, o DOC, è la presenza di pensieri, immagini, parole, impulsi che si presentano in modo ripetitivo e ineliminabile, delle quali la persona riconosce l’irrazionalità e da cui tenta di difendersi attraverso meccanismi di difesa.

La persona riconosce come propri tali contenuti, e ciò le provoca una forte angoscia.

Chi soffre di DOC vive un senso di impotenza nella lotta  che conduce contro questi meccanismi, che non danno tregua, utilizzando meccanismi difensivi sempre più complessi, allo scopo di combattere le ossessioni.

La ruminazione mentale è uno dei sintomi più frequenti, sempre presente senza che la persona possa liberarsene. Può riguardare gli argomenti più vari, da piccoli atti quotidiani a temi più astratti. Può essere presente una continua ripetizione di parole, motivi musicali, pensieri blasfemi, la tendenza a contare ossessivamente oggetti o fare calcoli complicati. La paura può  riguardare  lo sporco, i germi e le infezioni, la possibilità di fare del male a sé o agli altri, di diventare aggressivi, o che il proprio orientamento sessuale sia diverso da quello reale.

La ruminazione mentale  costituisce una limitazione del pensiero, sia per quanto riguarda la libertà, sia per quanto riguarda la sua funzionalità quando la persona deve compiere determinate azioni, in quanto viene assalita da una ruminazione che può diventare paralizzante.

Possono inoltre essere presenti le compulsioni, cioè cerimoniali e rituali ripetitivi, che la persona utilizza per trovare qualcosa che possa rassicurarla circa le sue ossessioni. Indicano che la persona non riesce ad esaurire  la sua ansia solo con al livello del pensiero, ma ha bisogno di fare, o non fare, qualcosa di pratico che la rassicuri. Le compulsioni consistono cioè in azioni da compiere, o da non compiere.

La maggior parte delle persone con DOC ha sia ossessioni che compulsioni (circa l’80%), mentre solo il 20% presenta solo ossessioni o solo compulsioni.

Secondo il DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) nel disturbo ossessivo compulsivo devono essere presenti le seguenti condizioni:

presenza di ossessioni, compulsioni, o entrambe;

le ossessioni occupano una parte significativa del tempo, per es., più di un’ora al giorno, o provocano un disagio significativo o problemi in ambito lavorativo, sociale o altro contesto;

le ossessioni non sono attribuibili agli effetti di droga, farmaci, o a una qualche condizione medica. 

Esistono diverse forme di ossessioni compulsioni.

Ossessione da contaminazione: chi soffre di questo disturbo è continuamente preoccupato che lui o i suoi familiari, possano entrare in contatto con oggetti sporchi e/o che possono portare malattie. Le sostanze temute possono essere la sporcizia vera e propria, ma anche sostanze diverse come le sostanze chimiche, i saponi, tutte le secrezioni corporee. Deve quindi evitare oggetti o luoghi non puliti, ma anche le mani delle persone e, in generale tutto ciò che può essere contaminante. Se ciò avviene, è costretto, per tranquillizzarsi, a una serie di rituali consistenti in lavaggi, pulizia, disinfezione, molto dettagliati, che possono durare qualche minuto o occupare molto tempo.

 Ossessione da controllo: tipo di ossessione riguarda il timore continuo che possa avvenire qualcosa di grave, disgrazie o incidenti, oppure di aver fatto o di poter fare del male a qualcuno. La persona deve quindi effettuare controlli non necessari e prolungati che possono impedire che tali disgrazie avvengano, oppure per verificare che non abbia  fatto del male a qualcuno e che possa non ricordarlo. Devono quindi controllare se hanno chiuso il rubinetto del gas, le porte, le finestre, le portiere o le luci della macchina, e così via. Hanno inoltre bisogno di controllare di non avere danneggiato qualcosa o qualcuno, investito involontariamente qualcuno con la macchina, di non avere tracce di sangue addosso.

Ossessione da superstizione: si tratta di una forma di pensiero superstizioso all’estremo. La persona pensa che l’esito degli eventi sia determinato dal compiere o non compiere certi gesti, pronunciare o non pronunciare determinate parole, vedere alcune cose particolari come carri funebri, cimiteri, manifesti mortuari, colori, numeri, suoni. La persona può anche pensare che pensare a eventi negativi mentre compie determinate azioni possa far sì che questi si realizzino, e deve quindi ripetere l’azione pensando a qualcosa di positivo o usando qualche rituale che annulli l’effetto negativo.

Ossessione da ordine e simmetria: in questo disturbo il bisogno di ordine e simmetria è assoluto. Gli oggetti devono essere allineati, ordinati.Chi ne soffre non tollera assolutamente che gli oggetti siano posti in modo anche minimamente disordinato o asimmetrico, perché ciò gli procura una sgradevole sensazione di mancanza di armonia e di logicità. Libri, fogli, penne, asciugamani, videocassette, cd, abiti nell’armadio, piatti, pentole, tazzine, devono risultare perfettamente allineati, simmetrici e ordinati secondo una sequenza logica (es. dimensione, colore, ecc.). Quando ciò non avviene queste persone passano ore del loro tempo a riordinare ed allineare questi oggetti, fino a sentirsi completamente tranquilli e soddisfatti. Le ossessioni di ordine e simmetria possono riguardare anche il proprio corpo. Muscoli, pettinatura dei capelli, colletto e polsini della camicia, orologio sul polso, portafoglio in tasca, devono risultare ancora una volta “perfetti” e simmetrici, pena ripetuti rituali di messa in ordine o di controllo allo specchio.

 

            

 

La dottoressa Paola Grasso riceve a Roma Nord, in Via Monte Senario 43

Contatta la dottoressa per richiedere informazioni senza alcun impegno:

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto (richiesto)

Il tuo messaggio